Francesca ha quattordici anni e gioca a calcio, unica ragazza in una squadra maschile, adesso si trova davanti ad un bivio: passare in una formazione femminile per seguire il suo sogno di calciatrice professionista oppure smettere di giocare.
Per crescere bisogna fare delle scelte e spesso sono dolorose.

Francesca, quattordici anni, è l’unica ragazza in una squadra maschile in cui ha trovato appartenenza, sostegno e identità. L’ultimo anno insieme diventa per lei una soglia: presto dovrà scegliere se entrare in una squadra femminile o rinunciare al suo sogno di diventare una calciatrice. Attraverso allenamenti, spogliatoi solitari e viaggi in corriera, Francesca affronta un momento di trasformazione profonda.
I rapporti con l’allenatore e con il padre si intrecciano ai dubbi, alle aspettative familiari e alla fatica della scuola, mentre la campagna ferrarese accompagna in silenzio il suo passaggio all’adolescenza.
Il film segue il percorso di Francesca con uno sguardo intimo e ravvicinato, trasformando una storia sportiva in un racconto universale di crescita, autodeterminazione e ricerca del proprio posto nel mondo.

Il sole attraverso racconta di passaggi universali: il momento in cui ci si confronta con chi si sta diventando, il desiderio di trovare un posto nel mondo, la fatica e la bellezza di crescere.
Attraverso lo sport, l’adolescenza e lo sguardo femminile, il film affronta questioni oggi cruciali per la società, l’educazione e le comunità.
Il film mette in scena il momento in cui un’adolescente deve cominciare a decidere: cambiare squadra o rinunciare al sogno. Una scelta che diventa metafora dell’ingresso nella vita adulta.
Il percorso di Francesca illumina dinamiche di genere radicate: spogliatoi separati, aspettative diverse, marginalità, necessità di autodeterminarsi.
Il film esplora come lo sport sia formazione, disciplina, relazione, ma anche fonte di conflitto, delusione e rinascita.

I punti di forza de Il sole attraverso risiedono nella sua capacità di unire intimità e respiro universale.
Una storia piccola che parla a tutti. La forza dello sguardo, la profondità dei temi e la solidità del percorso produttivo rendono Il sole attraverso un film necessario, capace di generare risonanza culturale e sociale.
Il film racconta un passaggio delicato e potente: il momento in cui un’adolescente deve decidere chi vuole diventare. Una dimensione emotiva riconoscibile da giovani, genitori, educatori e comunità.
La protagonista è l’unica ragazza in una squadra maschile di calcio. Il film illumina le dinamiche di genere nello sport giovanile e il percorso di autodeterminazione delle ragazze, ancora poco rappresentato.
Prossimità profonda con i personaggi, paesaggi che diventano specchi emotivi. Un’estetica riconoscibile che unisce delicatezza e rigore.
Un racconto nato dentro una comunità reale che restituisce valore sociale e culturale ai territori coinvolti.
Il film è uno strumento concreto per scuole, società sportive, associazioni e famiglie. Promuove dialogo su adolescenza, parità, crescita emotiva, comunità e ruolo educativo dello sport.
Produzione ANDWHATIF (Torino), produzione esecutiva Kinè (Bologna), distribuzione garantita da SMK/OpenDDB. Team esperto nel documentario creativo.
Ideale per festival nazionali e internazionali, sale indipendenti, proiezioni evento, percorsi scolastici e reti sportive.
Sviluppo concluso, riprese in corso, relazione forte con protagonisti e comunità, sostegno pubblico ottenuto, teaser e materiali pronti. Restano da coprire solo gli ultimi costi per completare il film.

Proposta di partnership territoriale detraibile al 100% – Voucher proiezioni donate a scuole e associazioni
Il sole attraverso racconta la crescita e le scelte del mondo giovanile attraverso lo sport, con uno sguardo radicato sul territorio.
Il progetto è sostenuto dalla Film Commission Emilia-Romagna e accede al Tax Credit nazionale.
Per completare budget di post-produzione manca una quota privata di 25.000 euro.
La partnership è impostata come sponsorizzazione cash e include voucher di proiezioni da donare a scuole/associazioni/comuni.
Formula voucher
SUPPORTER – 2000 €
PARTNER – 5.000 €
PARTNER PRINCIPALE – 10.000 €
Condizioni
Contatti
Martina Venanzi – Casa di Produzione AND WHAT IF | Tel:349-7561635| Email: martinavenanzi@gmail.com
Il film è stato finanziato in parte dalla Emilia Romagna Film Commission e con un ulteriore contributo della produzione ha potuto chiudere il budget di sviluppo e le riprese. Ora stiamo cercando fondi per portare il film al suo compimento e finanziare la post produzione. Crediamo fortemente che il progetto potrà avere un suo percorso sia in sala sia attraverso i festival.

Francesca ha quattordici anni e gioca a calcio da quando è bambina. È determinata, sensibile, riservata. Il campo da gioco è il suo spazio sicuro, il luogo in cui si sente riconosciuta e presente. Dopo essere cresciuta come unica ragazza nella squadra maschile Sorgente ASD, è costretta a lasciarla per limiti di età. Il suo passaggio alla squadra femminile della SPAL fallisce ancora prima di iniziare: il progetto viene chiuso.
Francesca si trova così a dover ripartire da zero in una nuova realtà, la Copparo 2015, dove gioca con ragazzi della sua età. È un contesto in cui inizialmente fatica a sentirsi parte, mentre il legame con i vecchi compagni resta forte e vivo. Il calcio per lei non è solo uno sport, ma un linguaggio. Il film la accompagna in un anno di trasformazioni, in cui si confronta con la separazione, l’identità, la delusione e il desiderio di restare fedele a sé stessa.
Omar è il padre di Francesca. Operaio edile, appassionato di calcio e grande tifoso della SPAL, è un uomo silenzioso ma profondamente presente. Ha sostenuto la passione sportiva della figlia fin dall’inizio, accompagnandola ad ogni allenamento, condividendo la fatica e l’orgoglio. Omar è un padre affettuoso, concreto, che dimostra la sua vicinanza attraverso i gesti, la presenza, l’ascolto. Non sempre riesce a capire le emozioni di Francesca, ma sa quando è il momento di esserci. Nel corso del film, diventa una figura chiave nel sostenere le sue scelte, pur restando ai margini. È attraverso di lui che si rivela un’idea di paternità non verbale, non dominante, ma essenziale.
Luca è l’ex allenatore di Francesca alla Sorgente. È un educatore appassionato e carismatico, con una doppia vita tra il lavoro in fabbrica e il campo da calcio. Per anni è stato una figura di riferimento fondamentale per Francesca, quasi un secondo padre.
Tuttavia, con il passaggio alla categoria agonistica, Luca si trova costretto a fare scelte difficili: la crescita fisica dei ragazzi, le dinamiche di squadra, le pressioni sul risultato lo portano a proteggere Francesca non facendola giocare. Una decisione che, non spiegata apertamente, incrina il loro rapporto. Luca è un personaggio complesso, che vive il peso della responsabilità educativa, le contraddizioni del suo ruolo e il dolore di non riuscire a comunicare ciò che prova. Attraverso di lui il film riflette sulle difficoltà degli adulti nel crescere insieme ai ragazzi che accompagnano.
Film editor e autrice, diplomata in Sceneggiatura alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano, dal 2010 collabora al montaggio e alla scrittura di reportage, documentari, spot pubblicitari, web serie e progetti cinematografici indipendenti. Nel 2009 con il contributo allo sviluppo della Toscana Film Commission scrive la sceneggiatura originale Pratosfera che racconta la difficile convivenza tra gli abitanti di Prato e la comunità cinese.
Nel 2020 firma il montaggio del film Caterina di Francesco Corsi (doc, 80’, ITA), prodotto da Kiné Soc. Coop e vincitore del premio del pubblico MyMovies e del Premio distribuzione “Gli imperdibili” alla 60° Edizione del Festival dei Popoli.

Il sole attraverso nasce dal desiderio di raccontare un momento decisivo della vita, quell’istante in cui si intuisce per la prima volta che crescere significa decidere. Sto seguendo Francesca da oltre un anno, condividendo la sua quotidianità tra scuola, allenamenti e attese. La sua forza e la sua fragilità mi hanno accompagnata attraverso un racconto intimo, fatto di silenzi, gesti minimi e paesaggi.
Nel seguire la sua storia ho voluto restituire non solo, il percorso di una giovane atleta, ma anche il modo in cui una ragazza costruisce identità e autodeterminazione dentro un ambiente sportivo ancora profondamente maschile. Lo sport diventa così un laboratorio emotivo e sociale, un luogo in cui misurarsi con il cambiamento, la solitudine, la fiducia negli altri e in sé stessi.
La mia regia si fonda sulla prossimità e sull’osservazione, lascia spazio ai personaggi, accoglie il loro ritmo e permette alle emozioni di emergere spontaneamente. Credo che il valore del film stia proprio in questa delicatezza, uno sguardo che accompagna senza giudicare, che ascolta e mette in luce. Il sole attraverso vuole essere un film che parla ai giovani ma anche agli adulti, un racconto che aiuti a riconoscere e comprendere i passaggi più delicati della crescita. Un invito a guardare oltre le barriere, dentro e fuori dal campo.
